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  • 27.08.2011
  • 01:47 PM
  • Myaku

Gli strumenti di un webdesigner 0

ago27

Essere un bravo webdesigner non è sinonimo di photoshop+dreamweaver. Quella del webdesigner è un mestiere tutt’altro che scontato, che spesso sconfina in altre professionalità a lui correlate.

Quello che è abbastanza scontato è che un webdesigner debba occuparsi, appunto, del design delle pagine web. Ovviamente questo presuppone l’utilizzo del software per progettare i layout (che sia photoshop, o the gimp, o qualcos’altro). Ma la vedo difficile essere un bravo web designer se si ignorano argomenti quali l’usabilità o l’accessibilità, se non si ha una formazione teorica di base sulla grafica e se non si hanno le nozioni teoriche di webdesign.

Un bravo webdesigner, per come la vedo io, non può inoltre essere tale se ignora il codice html/css.
Per quanto quella di sviluppatore frontend sia una professione a sè stante, un webdesigner che non è in grado di mettere in codice le grafiche che progetta (ovviamente parliamo di codice scritto in maniera semantica e ben formato) finirà per produrre layout che potrebbero comportare problemi ai developers, facendo aumentare di conseguenza i tempi di sviluppo.

L’evolversi inoltre dei linguaggi e delle tecnologie, ed anche del design – essì, pure i siti web sono afflitti dalle “mode” – comportano inoltre la consapevolezza che aggiornarsi periodicamente è un obbligo.

Il webdesigner freelance

Se l’idea è quella di darsi alla professione da freelance, è facile che il webdesigner sia allo stesso tempo almeno anche sviluppatore front-end, commerciale/amministrazione, seo.

Quello che ho imparato in cinque anni è che essere freelance significa saper portare a termine progetti medio-piccoli in maniera autonoma. Per quanto sia necessario poi fare team sui progetti complessi, è difficile essere competitivi in un mercato oramai saturo ed in cui la percezione della nostra professionalità da parte dei clienti è mediamente bassa se in un sito istituzionale (senza funzionalità particolari) ci devono “mangiare” diverse persone.

Alla luce di ciò, diventa fondamentale per un webdesigner saper acquisire, trattare e gestire clienti e fornitori.
Avere una padronanza più che buona del codice html/css, conoscere i principi del seo, e probabilmente anche un applicativo cms con una base di programmazione lato server.
E deve munirsi di strumenti adeguati: oltre ai softwares grafici, anche di un editor html da usare in modalità codice. Dei vari browser su cui testare i siti web sviluppati (e quindi, volendo evitarsi i limiti imposti dagli ambienti di simulazione, di macchine con diversi sistemi operativi per poter installare i browser in maniera nativa, e, compatibilmente con il conto corrente, di smartphones e tablets), di ambienti di test online o offline (spazio su dominio, xampp/mamp/etc.).

Webdesigners, la mia è una “visione” in cui vi riconoscete anche voi?

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